PRIMA PROPOSTA
La composizione
del gruppo portieri assume all'interno della Scuola Calcio un aspetto
particolarmente delicato in quanto, se male indirizzata o se condizionata da
prototipi mutuati dal calcio adulto, potrebbe influenzare negativamente la
sfera psicologica del giovane allievo.
Risulta fondamentale, pertanto,
evitare selezioni o provini che potrebbero suscitare nei bambini aspettative e
delusioni conseguenti a prove o prestazioni inadeguate, con inevitabili
allontanamenti precoci dal ruolo o addirittura dallo sport che il bambino
desiderava praticare.
E' altresì
impensabile che la scelta del portiere nella Scuola Calcio venga
assoggettata a criteri di classificazione sicuramente adattabili al portiere
adulto, ove la statura (elemento fondamentale solo dopo la pubertà) rappresenta
troppo spesso anche nei settori giovanili l'unico criterio di selezione e
scelta dei portieri.
Nella Scuola
Calcio è consigliabile instaurare il gruppo portieri a
partire dalla categoria pulcini (8 anni di età) sino agli esordienti, in
quanto si tratta di un ruolo complesso e non perseguibile nei "Primi
calci" ove le esperienze motorie devono essere diversificate e meno
specializzanti.
Il gruppo portieri
nella Scuola Calcio per definizione deve essere un gruppo "aperto", ovvero reversibile al cambiamento di opinione da parte
dell'allievo che potrebbe stancarsi del ruolo e non essere contento della
scelta precedentemente maturata; "aperto" perché in qualsiasi momento
dell'anno deve consentire l'inserimento di altri allievi che esprimano tale
volontà; "aperto" in quanto l'istruttore non deve in nessun modo
influenzare la personalità del bambino che spontaneamente deve avvicinarsi al
ruolo del portiere.
E' consigliabile
in sede di iscrizione rendere noto ai genitori ed ai
bambini che all'interno della Scuola Calcio sarà possibile effettuare anche
Pertanto, come
specificato nella Tabella 1, la prima tappa
fondamentale per la composizione del gruppo portieri deve necessariamente
essere la motivazione del bambino il quale spontaneamente, senza alcun
condizionamento psicologico, si avvicina al ruolo del portiere; l'istruttore
dovrà esclusivamente alimentare tale spontanea decisione del bambino,
consolidando la motivazione e lasciando spazio nelle lezioni all'elemento
ludico che nella Scuola Calcio non può essere trascurato.
TAB. 1
|
BAMBINO: MOTIVAZIONE |
|
EGOCENTRISMO IMITAZIONE FASCINO DEL RUOLO |
|
ISTRUTTORE: CONSOLIDA LA MOTIVAZIONE |
Per quale motivo
un bambino di 7-8 anni dovrebbe scegliere il ruolo del portiere, così pieno di
responsabilità?
Abbiamo
evidenziato nella Tabella 1 tre elementi che
giustificano le motivazioni che un bambino della Scuola Calcio potrebbe avere
nella scelta di ricoprire un ruolo così delicato:
a)EGOCENTRISMO:
ovvero la necessità da parte del bambino di emergere dal gruppo della Scuola
Calcio dove forse i bambini si sentono tra di loro troppo "uguali";
magari anche solo per avere una maglia ed un completo
(maglie eleganti e vivaci, guanti e cappello) diversi dagli altri compagni; ed
in tale scelta, che soddisfa l'esigenza di emergere, il bambino rivela una sua
personalità ben delineata e poteri decisionali che spesso vanno già in
contrasto con il volere dei genitori.
b)IMITAZIONE: da
non sottovalutare il desiderio di imitazione che il
bambino può comunque nutrire nei confronti dei vari interpreti del ruolo,
spesso molto simpatici ed estroversi, in grado di stimolare il bambino a
ripetere le loro gesta "eroiche" e documentate dai mezzi di informazione.
c)FASCINO DEL
RUOLO: come terzo elemento motivazionale, ma non come ultimo in ordine di importanza, evidenziamo il fascino che riveste il ruolo
del portiere, da equiparare al fascino ed alle reazioni che può suscitare un
giocatore che realizza una segnatura; infatti anche una parata spettacolare e
difficile od un goal evitato in extremis possono provocare tali sensazioni. Non
a caso spesso gli elementi portanti della squadra sono il portiere e il
centravanti, ovvero chi realizza e chi salva il
risultato.
IL RUOLO DELL'ISTRUTTORE
Come più volte
sottolineato l'istruttore non deve influenzare le decisioni del bambino, ma
alimenta la scelta una volta che l'allievo manifesta la volontà di ricoprire
tale ruolo rendendo le lezioni divertenti, ludiche e in grado di appagare il
desiderio del bambino di apprendere la tecnica di base
del portiere. In tal modo l'istruttore consolida la spinta
motivazionale che ha portato il bambino a scegliere il ruolo del portiere.
Appare evidente,
vista la difficoltà del ruolo, la necessità di evitare delusioni o prematuri
cambiamenti di opinione da parte del bambino che gradualmente dovrà memorizzare
la tecnica e i gesti motori del portiere. Pertanto le lezioni dovranno
svolgersi in un clima di massima serenità e armonia, con particolare attenzione
all'assistenza allo scopo di evitare traumi o infortuni che potrebbero
allontanare il bambino dal ruolo. Per tale motivo è consigliabile effettuare dei tests d'ingresso e
suddividere il gruppo portieri composto da bambini della Categoria Pulcini ed
Esordienti, ovvero compresi nella fascia d'età dagli 8 ai 12 anni, in
sottogruppi per età biologica piuttosto che cronologica, e impiegare tutti i
mezzi idonei (ad esempio materassini per attutire le cadute dalla fase di volo,
palloni di gomma e guanti per le prime lezioni sulle respinte di pugno) per la
prevenzione degli infortuni.
Una volta composto
e stabilizzato il gruppo portieri, che può essere di 4 - 6 unità per
istruttore, si potrà sviluppare la programmazione prefissata (annuale,
periodica, settimanale) che porterà allo sviluppo della personalità del giovane
portiere attraverso gli obiettivi specifici o le condotte motorie tipiche del
portiere che di seguito indichiamo in Tabella 2. TAB. 2
|
POSIZIONAMENTO |
-in relazione
alla posizione della palla -in relazione
alla posizione degli avversari -nelle situazioni di calcio da fermo (punizioni, calci d'angolo, rigori) |
|
PRESA |
-bloccare senza
fase di volo, tiri centrali (presa alta, mezza altezza, rasoterra) -bloccare in
fase di volo, tiri laterali (presa alta, mezza altezza, rasoterra) -bloccare in uscita (presa alta, mezza altezza, rasoterra, sui piedi dell'avversario) |
|
RESPINTA |
-con le mani (di
pugno, a mano aperta) -con i piedi (su tiri ravvicinati, in uscita dall'area, su retropassaggio del compagno) |
|
RILANCIO |
-con le mani
(rasoterra, mezza altezza, dall'alto) -rinvii con i piedi (da terra, di controbalzo, al volo) |
Nel perseguire
tali obiettivi l'istruttore dovrà sviluppare negli allievi l'apprendimento
delle capacità coordinative, con particolare riferimento all'orientamento
spazio-temporale.
Attraverso
esercitazioni miranti a creare un'ampia base di esperienze motorie (ad esempio
la preacrobatica), l'istruttore favorirà nel bambino
l'elaborazione e la cognizione dello schema corporeo sia nelle fasi di posizionamento che nelle situazioni di movimento nello
spazio. Appare altresì importante evitare premature sollecitazioni allo
sviluppo delle capacità condizionali, in quanto
allenare allievi di 8-12 anni con esercitazioni finalizzate all'incremento
della forza o della resistenza provoca, in tali fasce d'età, notevoli scompensi
all'accrescimento fisico del bambino.
Nonostante
l'esistenza di appositi corsi di qualificazione o di
aggiornamento, troppo spesso ancora oggi assistiamo ad esercitazioni tipiche
del calcio adulto, assolutamente fuori luogo e improponibili se applicate nel
contesto della Scuola Calcio.
E' fondamentale
dunque affidare i nostri ragazzi a Tecnici qualificati, aggiornati e non
improvvisati, in grado di saper programmare l'anno calcistico e di perseguire
con gradualità gli obiettivi specifici prestabiliti. Nel gruppo portieri la
programmazione dovrà essere graduale e mirata per ogni fascia d'età, tenendo
conto che si alleneranno insieme ragazzi di 12 anni
con bambini di 8 anni; per questo motivo è consigliabile suddividere il gruppo
portieri in sottogruppi omogenei per età biologica più che cronologica,
evitando di pretendere dai più piccoli gli stessi progressi riscontrati nei
ragazzi in età pre-puberale; l'istruttore dovrà
conoscere perfettamente il profilo psicomotorio del bambino ovvero osservarne
il comportamento in relazione agli obiettivi specifici tipici del portiere
(condotte motorie Tabella 2).
IL PROFILO PSICOMOTORIO DEL GIOVANE PORTIERE
Evidenziamo di
seguito il profilo e il comportamento psicomotorio del giovane portiere in relazione agli obiettivi specifici del ruolo:
a)POSIZIONAMENTO
Nella categoria
Pulcini, ovvero nella fascia d'età 8-10 anni, il
giovane portiere ancora non percepisce il "senso" della posizione; in
particolare se le dimensioni della porta sono troppo grandi (ad esempio nelle
porte regolamentari) evidenzia un naturale e spontaneo atteggiamento di difesa,
posizionandosi eccessivamente vicino alla linea di porta; in ogni caso si trova
spesso "spiazzato" con difficoltà negli spostamenti laterali ed in
ritardo rispetto all'evolversi delle situazioni di gioco.
Negli Esordienti,
fascia d'età 10-12 anni, si riscontra un miglioramento del "senso"
della posizione sia nelle varie situazioni di gioco difensive (in porta) che
nelle fasi offensive; il portiere partecipa maggiormente al gioco collettivo
facendosi trovare pronto al limite dell'area quando la
propria squadra attacca.
b)PRESA
-Pulcini: il
bambino predilige la presa all'addome in quanto la
ritiene più facile e sicura, anche se la palla è alta o proviene dall'alto; si
evidenziano comunque notevoli problemi di presa particolarmente nelle
traiettorie alte. Tale difficoltà è da imputare a motivi di ordine morfologico
(la mano è ancora troppo piccola rispetto alla circonferenza della palla),
coordinativo (le mani spesso non sono allineate al momento dell'impatto con la
palla), cognitivo (in quanto le traiettorie alte
richiedono un'elaborazione più complessa rispetto ai tiri rasoterra o a mezza
altezza).
-Esordienti:
migliorano le capacità coordinative e si affinano i gesti tecnici, rimane il
problema nella elaborazione cognitiva delle
traiettorie alte con difficoltà nella coordinazione spazio-temporale.
c)RESPINTA
Negli allievi di
8-10 anni riscontriamo notevoli difficoltà sia nelle respinte a mano aperta che
in quelle di pugno; il bambino, infatti, non riesce a dare forza alla respinta
e pertanto non indirizza in modo volontario il pallone. In tale fascia d'età
inoltre si può riscontrare che gli allievi non utilizzano mai la respinta
laterale di sicurezza. Per il bambino risulta infatti
già appagante il fatto di essere comunque entrato in contatto con la palla e
non importa se la respinta, quasi sempre centrale, determina un nuovo
intervento dell'avversario.
Negli allievi in
fase pre-puberale notiamo un naturale incremento
delle capacità condizionali e pertanto anche le respinte con le mani o con i
pugni risultano più efficaci e meglio indirizzate; in
particolare il giovane portiere comprende l'importanza della respinta laterale
e la utilizza con maggiore precisione.
d)RILANCIO
I Pulcini usano
molto il rilancio rasoterra con le mani in quanto i
rilanci a mezz'altezza o quelli dall'alto richiedono una maggiore coordinazione
e si utilizzano per raggiungere un compagno a media e lunga distanza; per i
noti motivi di carenza di forza i bambini di 8-10 anni non sono in grado di
ricoprire tali distanze attraverso i rilanci con le mani preferendo pertanto
l'utilizzo dei rinvii con i piedi. Questi ultimi però risultano
ancora imprecisi, deboli e difficilmente applicabili in chiave tattica (ad
esempio per servire un compagno in fase di ripartenza).
Gli Esordienti
riescono ad effettuare i rilanci con le mani ed i
rinvii con i piedi anche in chiave tattica; ovvero l'incremento delle capacità
coordinative e condizionali, nonché la maturazione e l'affinamento dei processi
intellettuali consentono all'allievo di 12 anni di utilizzare tali obiettivi
specifici in rapporto alla posizione dei compagni di squadra ed in relazione
alle varie situazioni di gioco.
CONCLUSIONI
Composizione
gruppo portieri nella Scuola Calcio:
-gruppo aperto,
composto in seguito a spinta motivazionale del
bambino;
-l'istruttore consolida la
motivazione;
-le esercitazioni conservano
l'aspetto ludico;
-le capacità coordinative sono
alla base di tutte le lezioni;
-la programmazione sviluppa con gradualità la personalità del bambino
attraverso gli obiettivi specifici o condotte motorie tipiche del portiere.